Dal belvedere vedrai che là in cima si svolgono, invece della cittadella araba, i novecento metri di cinta della fortezza alzata dal Nasuto. È come una corona posata,  e da questo punto sembra che basterebbe un venticello a smuoverla.

Giuseppe Ungaretti

22 Agosto 1934

Dentro le mura

Area archeologica

L’interno della Fortezza presenta una pluristratificazione archeologica documentata dalle indagini che sono state effettuate a partire dalla prima metà del secolo scorso.
Alla fase altomedievale è ascrivibile una struttura religiosa con un annesso sepolcreto in prossimità dello stesso edificio. L’area ha restituito diverse sepolture tra cui anche quella con corredo di un guerriero longobardo. Le lunghe vicende costruttive che hanno interessato l’area portano i segni di una pratica diffusa sin dall’antichità che è quella del riuso, cioè il continuo reimpiego del materiale già in uso per le nuove costruzioni.

Palatium

La costruzione del Palatium di Federico II a Lucera è avvenuta dal 1233. L’edificazione ha sfruttato resti murari più antichi oltre a comportare
un’imponente operazione di distruzione e depauperamento di ciò che rimaneva della Luceria romana.
Il palazzo aveva una funzione prettamente residenziale ed era strutturato in quattro ali intorno ad un cortile interno quadrangolare e si sviluppava su tre livelli.
All’interno del cortile, nella parte superiore dell’ultimo livello, si formava un ottagono attraverso un gioco di archi.
Le stanze interne di questo Palazzo-Torre ospitavano le camere regie nelle quali erano custoditi oro, argento, pietre preziose e un gran quantitativo di armi.

CINTA MURARIA - TORRE DELLA LEONESSA E TORRE DEL LEONE

La maestosa cinta muraria di oltre 900 metri di lunghezza fu fatta costruire da Carlo I d’Angiò. L’enorme muro di cinta, con le due grandi torri circolari della Leonessa e del Leone, le 20 torri quadrangolari e le 2 pentagonali, ingloba al suo interno anche il Palatium di Federico II. I lavori di costruzione si svolsero tra il 1269 e il 1283.
Con questa edificazione il progetto del Nasuto era quello di creare qui una vera e propria cittadella fortificata, militare, autonoma e di popolarla con dei coloni francesi nativi della Provenza. All’interno della Fortezza era presente anche una cappella francescana per permettere il culto cristiano ai nuovi abitanti.

Fuori le mura

La Fortezza di Lucera ha restituito reperti archeologici di notevole importanza.
Gran parte di essi si trovano al Museo Civico di Archeologia Urbana Fiorelli di Lucera.

Ceramica saracena

I Saraceni che hanno abitato la città per circa ottant’anni sono stati artigiani di splendide ceramiche colorate. Le decorazioni delle protomaioliche e delle invetriate sono di chiara ispirazione islamica. Piatti, ciotole, brocche, boccali e vasi filtro sono dipinti con colori che derivavano da ramina o manganese e, in particolare, l’azzurro veniva ricavato da uno speciale pigmento riferibile al lapislazzuli. Questo materiale testimonia il notevole livello artistico raggiunto dagli artigiani saraceni nel XIII secolo a Lucera. Sono visibili al MAU Fiorelli di Lucera

Guerriero longobardo

Questa sepoltura risale alla metà del VII sec. d.C e fu scoperta durante uno scavo archeologico nel 2004.
Si tratta dell’unica deposizione con corredo rinvenuta all’interno della Fortezza. Il guerriero ha con sé una spada più grande inserita nella custodia e una seconda più piccola protetta anch’essa da una custodia.
Oltre alle armi, fanno parte del corredo una croce in lamina di bronzo e un anello in pasta vitrea recuperato nel terreno di riempimento.
Il corredo è al centro, mentre il defunto è disposto supino su un lato della tomba. La tomba Ë orientata in posizione est-ovest e la testa del defunto è posta a ovest in modo tale che i suoi occhi guardino a est in direzione della Terra Santa.
Il guerriero con il suo corredo è attualmente custodito dalla Soprintendenza pugliese e sarà musealizzato prossimamente.

Reimpiego

Il materiale proveniente dalla Fortezza è stato utilizzato nel corso dei secoli per la costruzione di altri edifici. Tra gli altri, il Palatium di Federico fu distrutto per costruire con le sue pietre quello che poi sarà il Tribunale della città e la chiesa del Carmine.
La breccia corallina è una pietra ornamentale con fondo di colore rossastro, contenente macchie di colore giallo, bianco o rosa con la quale era decorato il Palatium e che, dopo la distruzione, fu reimpiegata in diversi edifici cittadini.
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